Negli ultimi mesi l’intelligenza artificiale ha fatto irruzione anche nei motori di ricerca. Non solo ChatGPT, non solo strumenti di produttività: anche Google ha cambiato il proprio modello introducendo AI Overview, una funzionalità che mostra un riepilogo generato dall’AI direttamente sopra i risultati.
Potrebbe sembrare una novità comoda, utile e perfino banale. In realtà è un passaggio epocale, che modifica il rapporto tra utenti, siti web e piattaforme.
Un tema raccontato in modo chiaro da Geopop nel video pubblicato il 19 agosto 2025: “Una fotografia sul cambiamento dell’industria del web da quando c’è l’AI Overview”.👉 Guarda il video su YouTube
In questo articolo riprendo i punti chiave del loro lavoro, aggiungendo una riflessione orientata al marketing digitale e al posizionamento su LinkedIn.
Perché Google ha scelto l’AI Overview
La logica di Google è sempre stata semplice: attirare utenti, trattenerli e monetizzare con la pubblicità. Più click sui siti = più visualizzazioni di banner = più ricavi.
Con l’arrivo di strumenti come ChatGPT, però, molti utenti hanno iniziato a cercare risposte altrove, senza passare da Google. Questo ha messo a rischio l’intero modello.
La risposta è stata drastica: meglio cannibalizzare il proprio business piuttosto che diventare irrilevanti.
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AI Overview riduce i click sui siti.
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Ma mantiene gli utenti dentro Google.
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È come amputarsi un arto per sopravvivere, con la speranza che in futuro possa ricrescere.

I dati che fanno riflettere
Uno studio del Pew Research Center citato nel video di Geopop chiarisce l’impatto:
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senza AI Overview, gli utenti cliccano su un sito nel 15% dei casi;
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con AI Overview, la percentuale scende all’8%;
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i link inseriti nel riepilogo vengono cliccati solo dall’1% delle persone.
Tradotto: per la maggior parte di noi, il riepilogo è più che sufficiente.
Il rischio per gli utenti: meno approfondimento
La prima riflessione riguarda tutti noi.
Se l’AI ci fornisce risposte pronte in pochi secondi, rischiamo di perdere l’abitudine ad approfondire.
Studiare, analizzare, collegare concetti richiede tempo. La metafora usata da Geopop è calzante: una spugna immersa e subito tolta dall’acqua resta asciutta. Solo se resta immersa assorbe davvero.
Lo stesso vale per la mente: senza tempo e profondità, l’apprendimento resta superficiale.
Chi vorrà coltivare le proprie capacità critiche dovrà andare controcorrente, scegliendo percorsi più lenti, studiando fonti e costruendo collegamenti.
Il rischio per i giornali e i siti web
La seconda riflessione riguarda l’editoria.
Se i click calano, la pubblicità cala.
E se la pubblicità cala, i siti non hanno più risorse per offrire contenuti gratuiti.
Questo significa che il modello dell’informazione gratuita online potrebbe ridursi drasticamente. Sempre più testate potrebbero scegliere la strada degli abbonamenti a pagamento, con un effetto diretto sul nostro accesso libero alle notizie.
Un cambiamento che non riguarda solo i giornalisti, ma chiunque lavori nella comunicazione digitale.
Cosa significa per le aziende
Per aziende e professionisti, l’AI Overview rappresenta una sfida ma anche un’opportunità.
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SEO non basta più
Non è più solo questione di posizionarsi tra i primi risultati. Ora serve diventare fonte affidabile al punto da essere citata dall’AI Overview. -
Contenuti di qualità
Il web si riempirà di testi sintetici. A fare la differenza saranno contenuti con dati, analisi e competenze verticali. -
Diversificazione dei canali
Non dipendere solo da Google. Newsletter, community e soprattutto LinkedIn diventano fondamentali per costruire relazioni dirette con il pubblico.
Il collegamento con LinkedIn
Qui entra in gioco il mio mondo.
Su LinkedIn, chi porta valore e contenuti di qualità diventa punto di riferimento. È la stessa logica che governa l’AI Overview: l’algoritmo premia ciò che è chiaro, utile e credibile.
Ecco perché aziende e professionisti devono lavorare sul proprio posizionamento digitale:
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farsi riconoscere come voci autorevoli,
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condividere esperienze e analisi,
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non limitarsi alla visibilità, ma puntare sulla competenza percepita.
Google cambia le regole del web, ma su LinkedIn possiamo ancora decidere come raccontarci e come diventare fonte di fiducia.

Opportunità da cogliere
Non tutto è negativo.
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Per gli utenti, avere risposte veloci può essere utile come primo passo.
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Per le aziende, essere citate in un riepilogo AI equivale a un marchio di autorevolezza.
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Per i professionisti, questo è il momento giusto per rafforzare la propria voce digitale.
Chi lavora nel marketing deve abituarsi a un mondo in cui l’attenzione è sempre più scarsa, ma il bisogno di fiducia è sempre più alto.
L’AI Overview non è solo una novità tecnica di Google: è un segnale di cambiamento strutturale del web.
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Gli utenti rischiano di perdere profondità.
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L’editoria rischia di perdere la gratuità.
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Le aziende rischiano di perdere visibilità.
Ma c’è anche una lezione importante: non basta essere “presenti” online, bisogna essere riconosciuti come autorevoli.
E questo è il terreno in cui LinkedIn gioca un ruolo chiave: la piattaforma in cui il valore passa attraverso le persone, non solo attraverso gli algoritmi.
👉 Fonte: Geopop – “Una fotografia sul cambiamento dell’industria del web da quando c’è l’AI Overview”
Il tema è in continua evoluzione e nei prossimi mesi vedremo altri cambiamenti significativi.
Se ti interessa restare aggiornato su come questi trend impattano aziende, professionisti e strategie digitali, continua a seguire il blog: ogni mese pubblico analisi, spunti e riflessioni pratiche per usare al meglio LinkedIn e la comunicazione online.
